La pornografia non si è particolarmente evoluta negli ultimi anni, o almeno non tanto quanto ogni altro aspetto della società. Il punto di svolta è arrivato però la popolarizzazione del porno: potenzialmente come per ogni altro lavoro, diventare una star in questo mondo è diventato molto più facile grazie ad internet e alle videocamere digitali. Riproducendo alcuni video di OnlyFans su uno smartphone, che è poi fotografato tramite uno scanner digitale, la componente pornografica è quasi del tutto rimossa, i corpi sono ingranditi ed occupano il frame in maniera piena, al punto che - paradossalmente - il corpo si cela in se stesso, accennato dal tono color carne delle immagini e da piccoli indizi, come una smagliatura, un ombelico o un capezzolo deformato durante lo scatto. Utilizzando lo scanner per scansionare un video in riproduzione dallo smartphone, le immagini si rendono astratte, in quanto i corpi, muovendosi, si deformano in un mosso non propriamente fotografico, per poi incasellarsi nel mosaico di pixel di cui si compone lo schermo del telefono. Exposed si propone quindi come una riflessione visiva sulla percezione della pornografia e sulla rappresentazione del corpo umano nei nuovi media.​​​​​​​
Pornography hasn’t particularly evolved in recent years, at least not as much as every other aspect of society. However, the turning point came with the popularization of porn: potentially like any other job, becoming a star in this world has become much easier thanks to the internet and digital cameras. By reproducing some OnlyFans videos on a smartphone, which is then photographed through a digital scanner, the pornographic component is almost completely removed, the bodies are enlarged and occupy the frame fully, to the point that - paradoxically - the body hides in itself, hinted at by the flesh tone of the images and small clues, such as a stretch mark, a navel, or a nipple deformed during the shot. By using the scanner to scan a video playing from the smartphone, the images become abstract, as the bodies, moving, deform in a motion not exactly photographic, and then fit into the mosaic of pixels that make up the phone screen. Therefore, Exposed presents itself as a visual reflection on the perception of pornography and the representation of the human body in new media.
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