Ma, e se mi chiedessi: “Allora, che cosa mi dice?"
“L’immagine mi dice se stessa” - vorrei dire. Vale a dire, ciò che essa mi dice consiste nella sua propria struttura, nelle sue forme e colori.
L. Wittgenstein, §522, 523
But suppose I ask: "What does it tell me, then?"
I should like to say "What the picture tells me is itself." That is, it's telling me something consists in its own structure, in its own lines and colours.
L. Wittgenstein, §522, 523

Weltanschauung propone una riflessione sul linguaggio e sull’interpretazione del mezzo fotografico.
Una diapositiva è proiettata su un blocco di fogli rilegati, sui quali sono stampate delle righe di codice. Questo codice altro non è che la stessa foto che vediamo proiettata, ma digitalizzata ed aperta con un editor di testo. Il significato è lo stesso, cambia il significante, uno è perfettamente chiaro per un computer ma non dall’uomo. 
Quando il libro è chiuso per lo spettatore è impossibile vedere la fotografia, mancando il fondale per la proiezione. Soltanto aprendolo le pagine saranno il supporto per l’immagine.

Weltanschauung proposes a reflection on the language and interpretation of the photographic medium.
A slide is projected onto a block of bound sheets, on which lines of code are printed. This code is nothing but the same photo we see projected, but digitally scanned and opened with a text editor. The signified is the same, the signifier changes, one is perfectly clear to a computer but not by man. 
When the book is closed for the viewer it is impossible to see the photograph, lacking the backdrop for the projection. Only by opening it will the pages be the support for the image.
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